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lunedì 21 marzo 2016

Il ballo del fantasma



Sarebbe ora che tu imparassi 
ad abbracciare come si conviene.
Dovresti affinarne la tecnica. 

Si fa così, segui con attenzione: 
si spalancano le braccia, portando 
il petto in avanti, e poi ci

si avvicina, guardandosi negli 
occhi, si cingono le braccia con un 
rapido gesto e poi, lentamente, 

si uniscono le mani dietro la 
schiena dell'altro, prima di staccarle
delicatamente, proprio come un

archetto si leva dalle corde di
un violino, in lenta regressione.
Non è una presa, è una resa.

venerdì 18 marzo 2016

Ai piedi dell'ara



Che mi importa, se mi ami o no?
Certo che no, non ancora mi ami.

Non per me tremano le tue mani,
si smorza la voce, il tuo petto
rincorre il pensiero più fugace.

Ma, in fondo, non è forse questa la 
presunzione che ha ogni maestro, 
fare tesoro di tutti i sassi 
ingoiati e portare il lento 
discepolo al punto di disporli 
con dovizia ai piedi dell'ara?

E poi d'un tratto svelargli che Dio 
è miracolosamente venuto
a mancare, dandogli finalmente
l'opportunità di apprendere che 
si ama sempre tutto ciò che sfugge,
non quello che, finora, si credeva.

L'anello



Ho ritrovato il tuo anello.

L'ho messo al polso, come bracciale.
Poi come una collana, persino
sui fianchi come una cintura.

Vedi quanto mi va largo, adesso, 
quel tuo amore - così calzante,
da non lasciarmi quasi respirare.